RAZIONALE

La prevalenza del Diabete Mellito di tipo 2 (DM2) è in costante aumento in Italia. Secondo una stima del 2022 dell’istituto di ricerca Health Search, la prevalenza si attesta all’8,1% nella popolazione sopra i 14 anni, mentre secondo ISTAT è pari al 6%, con significative variazioni regionali, in particolare nel Sud, dove si registrano valori fino al 10-12%. Ogni Medico di Medicina Generale (MMG), che gestisce mediamente 1.500 pazienti, può avere in carico tra 140 e 150 persone con diabete, con diverse complessità cliniche e necessità terapeutiche. Il MMG è fortemente coinvolto nella gestione del DM2: dalla prevenzione primaria, alla diagnosi precoce, fino alla presa in carico dei pazienti durante il follow-up della malattia e la gestione di numerosi aspetti della terapia, sia farmacologica che non farmacologica. Negli ultimi anni, il ruolo del MMG ha acquisito maggiore rilevanza, grazie anche alla pubblicazione della Nota 100 AIFA (gennaio 2022), che ha ampliato le possibilità di gestione diretta della terapia ipoglicemizzante, favorendo così una più completa presa in carico del paziente con DM2.

I farmaci inclusi nella Nota 100, in particolare gli SGLT2i e i GLP1-RA, secondo solide evidenze scientifiche e in conformità con le più recenti Linee Guida (LLGG) nazionali e internazionali, rivestono un ruolo cruciale nella prevenzione cardiovascolare (CV) e nel contrasto al danno cardiorenale. Di conseguenza, il MMG assume un ruolo centrale anche nell’identificazione precoce dei pazienti che possono trarre maggiore beneficio da tali trattamenti, con l’obiettivo di costruire attorno alla loro salute un autentico “scudo” protettivo. L’identificazione e il trattamento richiedono tuttavia due passaggi fondamentali: la valutazione del rischio cardiovascolare (RCV) e l’individuazione di eventuali danni d’organo già presenti. Inoltre, è necessaria una piena conoscenza dei farmaci inclusi nella Nota 100, che non solo prevedono specifiche regole prescrittive, ma anche priorità d’uso in base al quadro clinico del paziente. Questo processo articolato presuppone che il MMG sia aggiornato sulle evidenze scientifiche, sugli algoritmi diagnostici necessari e sulle LLGG relative alla gestione del DM2. I dati a disposizione di SIMG e AMD dimostrano che, sebbene le conoscenze dei MMG siano molto migliorate negli ultimi due anni, esse non sono ancora pienamente diffuse e consolidate nella pratica clinica quotidiana.

È dunque necessaria un’attività formativa continua, articolata e capillare, finalizzata ad approfondire le criticità sollevate dai nuovi scenari aperti dalla promulgazione della Nota 100. Solo così sarà possibile tradurre tali indicazioni in un reale e concreto beneficio per i pazienti, evitando che rimangano marginali o limitate a pochi casi, vanificando così le potenzialità della riforma. Percorsi formativi basati sulla pratica clinica, partendo da casi reali quotidianamente gestiti dai MMG e discussi con esperti, rappresentano lo strumento più efficace per guidare in modo induttivo i professionisti verso un miglioramento delle conoscenze e delle competenze. Il miglioramento della pratica professionale, così come il livello di soddisfazione personale, sarà valutato attraverso una survey al termine del percorso formativo.

Obiettivo formativo

Alla fine del programma formativo, i MMG saranno in grado di identificare, classificare e trattare il rischio cardiovascolare e il danno d’organo cardiorenale nei pazienti con DM2 in carico, avviando quanto prima – in conformità con le LLGG e con la Nota 100 – un trattamento con SGLT2i, ove indicato.